Come è noto, il 7 gennaio 2019, il presidente del Consiglio ha adottato una direttiva recante “Impiego dei medici delle Aziende sanitarie locali nei Centri operativi comunali ed intercomunali, degli infermieri ASL per l’assistenza alla popolazione e la scheda SVEI per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione assistita”.

Nel provvedimento si afferma l’esigenza di approntare un sistema organizzato per ripristinare tempestivamente l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria di base nel territorio colpito da eventi calamitosi, e per individuare e assistere tempestivamente tra la popolazione da
accogliere in strutture alloggiative alternative, i soggetti in quanto «disabili o con specifiche necessita’».

Le istruzioni impartite sono finalizzate al funzionamento dei Centri operativi comunali e intercomunali, prevedendo, tra l’altro, che la direzione del Distretto ASL comunica in ordinario ai Sindaci del Territorio di competenza, i recapiti utili all’attivazione in caso di evento. Le medesime informazioni sono, altresì, condivise tra le direzioni regionali competenti in materia di sanità e protezione civile.

Inoltre, al fine assicurare la tempestiva individuazione e assistenza delle persone «disabili o con specifiche necessita’» nell’area colpita dall’evento, il personale infermieristico individuato e
coordinato dalla direzione del Distretto Sanitario territorialmente competente, tra l’altro, favorisce, nelle strutture preposte all’accoglienza (aree e centri assistenza), la valutazione socio-sanitaria per le persone assistite attraverso l’utilizzo di una scheda per la Valutazione delle esigenze immediate (SVEI), di cui al punto 3;

La scheda SVEI costituisce lo strumento atto a consentire la speditiva suddivisione dei soggetti assistiti dal sistema di protezione civile, in categorie che, necessitando dell’impiego di differenti supporti socio-sanitari, permettono di pervenire all’individuazione dei criteri di priorità degli interventi per l’assistenza, alla valutazione delle specifiche necessita’ e delle strutture alloggiative più idonee.

Ha inoltre lo scopo di censire tutte le persone sfollate nelle aree e nelle strutture preposte all’accoglienza (aree e centri assistenza), individuando tra questi chi necessita di una specifica assistenza e contiene indicazioni da fornire al Sindaco per la scelta di una destinazione alloggiativa più idonea (albergo, o struttura socio-sanitaria), oltre che sul mezzo da utilizzare per il relativo trasporto, riguardo esclusivamente ai soggetti che presentano specifiche esigenze (eta’, patologia, disabilita’…).

Si tratta di un’attività che ha carattere di obbligatorietà e che comporta, inevitabilmente, il trattamento di dati personali, anche particolari e sensibili, riguardo la presenza di persone in condizioni di salute precaria o con handicap o impedimenti di tipo motorio.

Conseguentemente, nel caso in cui codesto ente attivasse tale ricognizione, si rende necessario definire preventivamente le modalità di raccolta, conservazione e trattamento dei dati, anche attraverso la definizione dell’analisi di impatto (DPIA).

Inoltre, per l’attività di ricognizione territoriale si rende necessario predisporre un documento di informazione e acquisizione del consenso, a tutela dei diritti degli interessati