Con la deliberazione n.168 del 15 aprile 2026, pubblicata un mese dopo dalla sua approvazione (!) l’ANAC ha comunicato quelle che nello stesso documento vengono definite “indicazioni alle amministrazioni pubbliche… e ai rispettivi OIV ai fini dello svolgimento dell’attività di attestazione sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione prevista dall’art. 14, co. 4, lett. g), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150”.
L’articolo citato prevede che ogni organismo di valutazione “g) promuove e attesta l’assolvimento degli obblighi relativi alla trasparenza e all’integrità”. E tale adempimento, sin dall’origine, è stato inteso dall’Autorità come una sorta di compilazione di un foglio di calcolo, in corrispondenza di un elenco di obblighi e con l’attribuzione di un punteggio in relazione a cosiddetti “indicatori di qualità”.
La scelta dell’ANAC è stata quella di individuare, per ogni anno, un diverso gruppo di obblighi, con lo scopo di orientare l’attenzione su precise prescrizioni. E per l’anno corrente, dopo 12 anni, l’elenco scelto dall’Autorità comprende quasi tutti gli obblighi, nella giusta convinzione che le amministrazioni abbiano ormai avuto il tempo necessario per mettere in ordine le informazioni da pubblicare.
Ma quest’anno, a complicare l’accertamento del rispetto degli obblighi, intervengono più elementi.
l’articolo prosegue su lentepubblica