Siamo rassegnati a una “trasparenza amministrativa” lontana dal “valore pubblico” che che dovrebbe esprimere, sempre più intesa come mero adempimento e banalizzata dall’utilizzo di fogli di calcolo, indicatori (per misurare cosa?) e prescrizioni contraddittorie, accompagnate da minacce di verifiche ispettive che tradiscono il significato di “buona amministrazione” e allontanano funzionari e cittadini dal buon senso, per appagare le aspettative di solitari (sedicenti) esperti che, in nome della “trasparenza” si muovo senza logica, nè rispetto per le pubbliche amministrazioni e persino per le leggi dello Stato.

Per esempio, vediamo che cosa accade riguardo alla pubblicazione riguardo all’utilizzo delle risorse pubbliche, previsto dall’articolo 4-bis del decreto legislativo 33/2013.

Mi auguro che la questione ottenga l’attenzione di chi “di dovere” (come si dice) e mi farà piacere ricevere osservazioni e punti di vista, anche diversi dal mio, all’indirizzo santofabiano@me.com