Jus Telling: Il Consiglio di Stato rigetta l’appello per la sospensione del DPCM sul Green Pass

Il Consiglio di Stato, in attesa della decisione di merito, respinge un ricorso cautelare, finalizzato a sospendere l’applicazione del DPCM del 27 giugno 2021 che introduce l’obbligo della certificazione verde. I ricorrenti lamentavano la lesione del diritto alla riservatezza sanitaria, il rischio di discriminazioni nello svolgimento di attività condizionate al possesso della certificazione verde e il pregiudizio economico derivante dalla necessità di sottoporsi a frequenti tamponi. E hanno anche invocato il contrasto del provvedimento governativo e della stessa normativa primaria con la disciplina dell’Unione europea e con la Costituzione italiana, con particolare riferimento alla protezione dei dati personali sanitari.

I giudici rigettano la richiesta affermando di trovarsi nella condizione di dovere bilanciare la tutela dei dati personali da violazioni potenziale, rispetto a un rischio, invece reale, di diffusione della pandemia, preferendo quindi la tutela di quest’ultimo interesse.

Il DPCM quindi non è da ritenersi illegittimo poiché emanato in attuazione di disposizioni contenute nel decreto legge 52/2021 al quale si limita ad aggiungere solo aspetti di regolamentazione tecnica che, se fossero sospesi, accogliendo la richiesta, determinerebbero un “vuoto regolativo” in un ambito delicato come quello della salute pubblica.

Viene rigettata anche l’affermazione secondo cui “allo stato delle conoscenze scientifiche” non vi sarebbe piena immunizzazione e quindi si creerebbe un “lasciapassare falso di immunità”, ribadendo che ciò si pone in contrasto con ampi e approfonditi studi e ricerche su cui si sono basate le decisioni europee e nazionali volte a mitigare le restrizioni anti covid a fronte di diffuse campagne vaccinali.

video sintesi dell’ordinanza n. 5130 del 17 settembre 2021

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